Quando rifare il sito web aziendale e quando basta ottimizzarlo

Quando rifare il sito web aziendale e quando basta ottimizzarlo

Il sito c’è, ma le richieste non arrivano. Capire quando rifare il sito web aziendale e quando basta ottimizzarlo è una domanda che sentiamo spesso, ed è giusto farsela prima di decidere qualsiasi cosa.

La risposta breve: dipende da dove sta il problema. Se non funzionano i testi, i titoli, le immagini o la strada verso il contatto, si ottimizza. Se a non reggere è la base, cioè la struttura delle pagine, la tecnologia o il modo in cui il sito si vede da telefono, ritoccare serve a poco e conviene rifare.

Come capire se il problema è in superficie o nelle fondamenta

Pensa al sito come a un negozio. Se le vetrine sono vecchie e l’insegna dice poco, basta rinfrescarle. Se l’impianto elettrico non regge e i muri cedono, la vernice non risolve niente.

Con un sito succede lo stesso. Ci sono problemi che si correggono in pochi giorni senza toccare la struttura, e problemi che tornano fuori ogni volta che provi a sistemarli. Sono i secondi a far pendere la decisione verso il rifacimento.

Quando basta ottimizzare il sito

L’ottimizzazione ha senso quando la base è sana. I segnali tipici sono questi:

  • Le pagine si vedono bene da telefono, ma sono lente perché le immagini sono troppo pesanti.
  • I testi sono vecchi o generici e i titoli delle pagine non dicono cosa fai davvero.
  • Il numero di telefono, il modulo o il pulsante di contatto sono difficili da trovare.
  • Riesci a cambiare un testo da solo in pochi minuti, senza rompere niente.
  • Il sito funziona, ma su Google non compare quando qualcuno cerca quello che vendi.

In questi casi rifare tutto vuol dire buttare via qualcosa che funziona. Meglio partire da un audit, trovare le cause e correggerle una alla volta. Molti dei problemi dell’elenco sono gli stessi che descriviamo nei sette errori che fanno perdere richieste a un sito aziendale.

Quando conviene rifare il sito

Rifare è la strada giusta quando il problema non sta nei ritocchi ma nelle fondamenta. I segnali più chiari:

  • Da telefono il sito si adatta male: testi che escono dallo schermo, pulsanti troppo piccoli da premere.
  • Ogni modifica è un’impresa. Per cambiare una riga serve chi l’ha costruito, oppure toccando una pagina se ne rompe un’altra.
  • La tecnologia è ferma: tema e plugin non vengono più aggiornati e ogni aggiornamento di sicurezza è un rischio.
  • L’attività è cambiata e il sito racconta ancora quella di prima, con servizi, clienti o sedi che non esistono più.
  • Ti servono funzioni che la base non regge, come un e-commerce, un sistema di prenotazione o il collegamento con il gestionale.
  • Non hai le chiavi di casa: dominio, hosting o accessi sono in mano a qualcuno che non risponde più.

Succede spesso con i siti nati da un template e cresciuti a forza di plugin aggiunti uno dopo l’altro. All’inizio funzionano. Poi ogni aggiornamento rompe qualcosa, e a quel punto sistemare costa più fatica che ripartire da una base pulita. Per questo costruiamo i nostri siti con lo sviluppo web su misura, senza template comprati.

Cinque controlli da fare prima di decidere

Non serve essere tecnici. Bastano un pomeriggio e un po’ di onestà su come funziona oggi il sito.

  1. Aprilo dal telefono e fai quello che farebbe un cliente: trovare il numero, scrivere un messaggio, capire cosa vendi in dieci secondi.
  2. Misura la velocità con uno strumento gratuito come PageSpeed Insights. I valori di riferimento sono i Core Web Vitals: contenuto principale visibile in meno di 2,5 secondi (LCP), risposta ai tocchi sotto i 200 millisecondi (INP), pagina che non salta mentre carica (CLS sotto 0,1).
  3. Prova a cambiare un testo e ad aggiungere una pagina senza chiedere aiuto. Se non ci riesci, il problema è la gestione, non il contenuto.
  4. Cerca su Google il servizio che vendi, con la tua città se lavori in zona, e guarda se compare il tuo sito e con quale titolo.
  5. Verifica di avere in mano dominio, hosting e accessi. Se non sai chi li ha, è la prima cosa da sistemare.

Se i problemi emergono soprattutto dai primi due controlli, di solito si può ottimizzare. Quando emergono dal terzo e dal quinto, la base ha un limite che i ritocchi non tolgono.

Cosa non perdere se decidi di rifare il sito

Rifare il sito non vuol dire ripartire da zero con Google. Se hai già pagine che portano visite, rischi di perderle quando il nuovo sito cambia gli indirizzi senza un piano. Servono quattro attenzioni:

  • Gli indirizzi che già portano visite si mantengono, oppure si rimandano ai nuovi con un reindirizzamento permanente (redirect 301).
  • I contenuti che funzionano si riscrivono, non si buttano.
  • Titoli e descrizioni delle pagine importanti passano al nuovo sito.
  • A lancio fatto si controlla la Search Console, per vedere se Google ha trovato tutte le pagine.

Per questo la SEO tecnica va impostata dal primo giorno e non dopo. I primi segnali, con il lavoro di SEO e contenuti, arrivano dopo tre o quattro mesi, e nessuno può promettere tempi o posizioni esatte su Google.

Come decidiamo noi, caso per caso

Lavoriamo anche su siti che non abbiamo costruito noi. Si parte da un audit: guardiamo il sito com’è oggi, i posizionamenti su Google e i concorrenti, poi diciamo con chiarezza se conviene ottimizzare o rifare. A volte la risposta è «basta poco», e lo diciamo.

Se si rifà, l’ordine conta. Prima si decide cosa deve fare il sito (portare chiamate, richieste di contatto, prenotazioni), poi si disegna la struttura, poi il design, e solo alla fine si sviluppa. Al contrario si ottiene un sito bello che non serve a niente.

Domande frequenti

Non esiste una scadenza uguale per tutti. Un sito costruito bene e tenuto aggiornato può lavorare per anni, uno trascurato invecchia presto. Conta come si comporta oggi, non quanti anni ha.

Può succedere se gli indirizzi cambiano senza reindirizzamenti. Con un piano fatto bene il rischio si riduce molto, ma nessuno può garantire di mantenere le posizioni di partenza.

Sì, se la base è solida: si lavora su velocità, testi, titoli e percorso verso il contatto. Se invece la tecnologia è ferma o il sito non si aggiorna, l’ottimizzazione dura poco.

Di solito poche settimane dal kick-off, se testi e immagini arrivano puntuali. Il tempo dipende soprattutto dai materiali e dai riscontri, più che dalla parte tecnica.

Sì. Dominio, contenuti e dati raccolti restano sempre dell’azienda. Se un giorno cambi fornitore, porti via tutto senza rifare niente da capo.

Non sai da quale lato sta il tuo sito? Con l’analisi gratuita di 30 minuti, senza impegno, guardiamo insieme sito e posizionamenti e ti diciamo se basta ottimizzare o se conviene rifare.

Alberto Franchi

Scritto da

Alberto Franchi

Fondatore di mdw creative e web developer dal 2018: progetta e sviluppa siti ed e-commerce su misura per PMI e professionisti, con attenzione a prestazioni e sicurezza. In Azienda Smart segue la parte tecnica, dallo sviluppo all'hosting, dalle automazioni al GDPR.

Continua a leggere

Articoli correlati