Se il tuo sito deve portare richieste e non solo esistere, nella maggior parte dei casi la scelta tra sito su misura o template va verso il su misura. Non perché il template sia sbagliato in assoluto: è pensato per andare bene a tutti, e il tuo cliente non è tutti. Vediamo dove sta la differenza, quanto pesa e quando invece il template basta.
Sito su misura o template: la differenza in parole semplici
Un template è un tema già pronto. Qualcuno ha deciso struttura, grafica e funzioni, a te resta da inserire logo, testi e foto. Si parte in fretta e il costo iniziale è basso.
Un sito su misura parte da un’altra domanda: che cosa deve fare il visitatore quando arriva? Prima si definiscono gli obiettivi e la struttura delle pagine, poi si disegna la grafica, solo alla fine si scrive il codice. Quel codice contiene quello che serve alla tua azienda e nient’altro. Da noi il design si approva prima dello sviluppo, così nessuno scopre a metà lavoro che qualcosa non andava.
Per capirci: il template è un vestito in taglia media. Può calzare bene, ma quasi sempre stringe in qualche punto.
Dove il template mostra i suoi limiti
Velocità
Un template deve funzionare per migliaia di siti diversi, quindi porta con sé funzioni, script e stili che a te non servono. Il browser li scarica comunque, anche da un telefono con poca connessione.
Google misura l’esperienza di una pagina con tre indicatori chiamati Core Web Vitals. Si parte dal tempo con cui compare il contenuto principale (LCP, da tenere sotto i 2,5 secondi). Poi c’è la rapidità con cui la pagina risponde a un tocco (INP, sotto i 200 millisecondi). Infine si misura quanto gli elementi «saltano» mentre la pagina si carica (CLS, sotto 0,1).
In un sito su misura questi valori si progettano fin dall’inizio. Con un template spesso si rincorrono dopo, a colpi di plugin di ottimizzazione.
Il percorso verso la richiesta
Un layout generico ha un posto per tutto e nessuna priorità. Nel sito su misura si parte da chi arriva, cosa cerca e qual è il passo successivo, e la pagina si disegna attorno a quel passo: la telefonata, il modulo, la richiesta di preventivo.
È la differenza tra un sito che si guarda e un sito che lavora. Molte delle cause che fanno perdere richieste le abbiamo raccolte nell’articolo sugli errori del sito aziendale.
SEO tecnica
Gerarchia dei titoli, dati strutturati, velocità, pagine facili da indicizzare: in un sito su misura sono scelte fatte mentre si costruisce. Con un template ti trovi a correggere ciò che qualcun altro ha già deciso.
Nessuno può garantire un posizionamento su Google, e chi lo promette va guardato con sospetto. Un sito costruito bene, però, toglie ostacoli alla SEO invece di aggiungerne.
Manutenzione
Meno codice di terzi significa meno componenti da aggiornare e meno punti da tenere sotto controllo. Per un titolare che ha altro a cui pensare, non è un dettaglio.
Cosa ottieni con un sito su misura
Il sito su misura non è «un template più caro». È un’altra impostazione del lavoro, e si vede in questi punti:
- design disegnato sulla tua azienda e approvato prima dello sviluppo
- impostazione mobile-first, perché molti clienti arrivano da telefono
- SEO tecnica curata dal primo giorno
- un pannello per aggiornare testi e immagini senza chiamare nessuno
- form con antispam, cookie banner e informative impostati per il GDPR (la verifica legale resta al tuo consulente)
- dominio e contenuti che restano tuoi, senza vincoli
Per C.T. Safe, per esempio, abbiamo costruito un sito corporate con più divisioni, ognuna con le sue pagine e i suoi contenuti: una struttura difficile da far stare in un tema acquistato. Altri lavori li trovi nel portfolio.
Quanto costa e quanto tempo serve
Il sito su misura costa di più all’inizio, inutile girarci intorno. Quanto di più dipende da pagine, funzioni e contenuti, ed è per questo che il preventivo lo facciamo voce per voce, dopo aver visto il tuo caso.
Sui tempi, un sito vetrina va online in poche settimane dal primo incontro, se i contenuti arrivano puntuali. Il template non è sempre più rapido: testi, foto e struttura servono comunque, e spesso è lì che si perde tempo.
Poi c’è il costo nel tempo. Un sito lento o confuso costa ogni mese in richieste che non arrivano, anche se nessuno le conta.
Se esiste un bando che copre parte della spesa, il preventivo si costruisce sui suoi requisiti. Cosa sia ammissibile dipende dal bando in corso e va verificato sul testo ufficiale: ne parliamo nell’articolo sul voucher digitalizzazione.
Quando il template basta
Ci sono casi in cui il template va benissimo. Un sito per provare un’idea prima di investire, una pagina per un evento a data fissa, un’attività con budget minimo e nessuna ambizione di farsi trovare su Google. Lì spendere di più non ha senso.
Il guaio nasce quando il template scelto «per partire» diventa il sito dell’azienda per anni, e nessuno ha più voglia di toccarlo.
Come decidere
Rispondi a quattro domande:
- Il sito deve portare richieste o basta che esista?
- I tuoi clienti arrivano soprattutto da telefono?
- Ti servono funzioni particolari, come prenotazioni, un’area riservata o più divisioni aziendali?
- Vuoi farti trovare su Google per ricerche precise?
Se rispondi sì a due o più, il sito su misura è la strada più sensata. Se rispondi no a tutte, probabilmente un buon template ti basta.
Se vuoi capire quale delle due strade ha senso per la tua azienda, parti dall’analisi gratuita di 30 minuti: guardiamo il tuo sito attuale e ti diciamo con sincerità se serve un sito su misura o se basta molto meno.
Domande frequenti
All’inizio sì, di solito costa di più. La cifra dipende da pagine, funzioni e contenuti, quindi non esiste un prezzo valido per tutti. Per questo facciamo un preventivo voce per voce dopo l’analisi.
Sì. Il sito si consegna con un pannello pensato per modificare testi e immagini in autonomia, senza toccare il codice.
Non c’è nessuna garanzia, né per il su misura né per il template. Un sito veloce e ben strutturato toglie ostacoli, ma il posizionamento dipende anche da contenuti e concorrenza. I primi segnali della SEO arrivano dopo tre o quattro mesi.
Sì, ed è un percorso comune. Conviene partire da un’analisi del sito attuale per capire cosa tenere (testi, contenuti, indirizzi) e cosa rifare.
Sì. Dominio e contenuti restano sempre al cliente, senza vincoli.





