Voucher digitalizzazione PMI: come funziona e cosa copre

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Voucher digitalizzazione PMI: come funziona e cosa copre

Il voucher digitalizzazione è un contributo pubblico che rimborsa una parte della spesa per un progetto digitale, come il nuovo sito della tua azienda. Molti voucher arrivano a coprire fino al 50% delle spese ammesse, ma percentuale, requisiti e scadenze cambiano da bando a bando e vanno verificati sul testo ufficiale. Se hai rimandato il sito perché costa, vale la pena capire come funziona prima di decidere.

Qui non trovi importi o scadenze reali: cambiano di continuo, e una cifra sbagliata fa più danni di una cifra mancante. Ti spieghiamo il meccanismo e gli errori che vediamo fare più spesso.

Come funziona il voucher digitalizzazione

Un ente pubblico, per esempio una Regione, una Camera di commercio o un ministero, apre un bando e stanzia dei fondi. Tu presenti domanda con un progetto e un preventivo. Se la domanda viene accolta e realizzi il progetto, l’ente ti riconosce una quota della spesa sostenuta.

In molti casi il contributo è a fondo perduto, cioè non va restituito. Il rimborso però non arriva subito: in molti bandi si spende prima, si documenta tutto e si incassa dopo i controlli. Conviene mettere in conto fin dall’inizio che dovrai anticipare la spesa.

Cosa significa «fino al 50%»

Se un bando copre il 50% della spesa ammessa, su 1.000 € di spesa ammessa recuperi 500 €. Gli altri 500 € restano a carico tuo.

Attenzione alla parola «ammessa». È la parte di spesa che il bando accetta di finanziare, e non sempre coincide con quello che paghi. Alcune voci possono restare fuori, altre avere un tetto. Se l’IVA o i canoni annuali rientrano o no lo dice il bando, non una regola generale.

Quali spese per il sito può coprire un voucher

Dipende dal bando. Di solito si parla di sito web, e-commerce e strumenti digitali, ma ogni bando ha il suo elenco di spese ammissibili: una voce finanziata in un bando può restare fuori da un altro.

Un progetto web completo mette insieme tre cose: il sito, i contenuti per farsi trovare su Google e un hosting con adeguamento GDPR. Quanto di tutto questo sia finanziabile si decide caso per caso, leggendo il bando.

Per questo il preventivo non si scrive prima di aver letto le regole. Noi lo costruiamo voce per voce, sulle categorie di spesa di quel bando. La stessa struttura serve poi per la rendicontazione, cioè la dimostrazione delle spese sostenute.

Chi può chiedere un voucher digitalizzazione

In genere i voucher si rivolgono a imprese di piccole dimensioni, ma i requisiti variano. Contano la dimensione dell’azienda, il settore, la sede e spesso la regolarità con i versamenti. Un bando regionale è aperto alle aziende di quella Regione, uno nazionale o europeo segue altri criteri.

È uno dei motivi per cui seguiamo 20 Regioni. Un contributo che esiste per l’azienda del tuo vicino può non esistere per la tua, e viceversa.

Come prepararsi alla domanda

  1. Individua i bandi aperti per la tua Regione e per il tuo settore.
  2. Leggi requisiti, spese ammissibili e scadenze sul testo ufficiale.
  3. Fatti preparare un preventivo che segua le voci del bando.
  4. Presenta la domanda con il tuo consulente o con il tuo commercialista.
  5. Avvia il progetto solo quando il bando lo consente, poi conserva fatture e documenti per la rendicontazione.

Sull’ultimo punto serve attenzione: in diversi bandi le spese sostenute prima del via libera non vengono riconosciute. Controlla sul testo ufficiale prima di firmare qualsiasi incarico.

Considera anche i tempi. Un sito su misura richiede settimane di lavoro, e noi abbiamo bisogno di testi, foto e riscontri da parte tua. Se la scadenza è vicina, bisogna partire con la raccolta dei materiali prima ancora della domanda.

Gli errori che costano di più

  • Firmare il preventivo del sito prima di sapere se il bando lo finanzia.
  • Scoprire il bando a pochi giorni dalla chiusura, quando non resta tempo per preparare bene i documenti.
  • Dare per scontato che il 50% valga per tutte le voci di spesa.
  • Affidarsi a un preventivo generico, che non segue le categorie del bando.
  • Dimenticare che la spesa va anticipata e poi rendicontata.

Il primo è il più costoso. Una volta partiti, tornare indietro non è sempre possibile.

Come ti aiutiamo a trovare il bando giusto

Con la newsletter gratuita di Bandi per Aziende leggiamo ogni giorno Gazzetta Ufficiale, bollettini regionali, portali europei, ministeri e Camere di commercio. Di norma ti scriviamo una volta a settimana, più le segnalazioni urgenti.

La newsletter è informativa. Per la domanda ti mettiamo in contatto con un consulente, oppure se ne occupa il tuo commercialista con la documentazione tecnica che prepariamo noi. Se un bando copre il progetto, il preventivo per il sito web nasce già sui suoi requisiti e sulle sue scadenze.

Non possiamo promettere l’esito: la domanda può essere accolta o no, e l’importo finale dipende dal bando. Trovi il quadro completo nella pagina bandi e incentivi.

Domande frequenti

Dipende dal bando. In molti casi è a fondo perduto, cioè non va restituito, ma si verifica sempre sul testo ufficiale.

No. Molti voucher arrivano fino al 50%, ma la percentuale cambia da bando a bando e può non valere per tutte le voci.

Di solito no. In diversi bandi le spese sostenute prima del via libera non sono ammesse, quindi controlla il bando prima di avviare il lavoro.

La presenta l’azienda, di norma con un consulente o con il commercialista. Noi prepariamo la documentazione tecnica del progetto web e non diamo consulenza fiscale.

Vuoi sapere se c’è un bando compatibile con il tuo progetto? Con l’analisi gratuita di 30 minuti, senza impegno, guardiamo insieme il tuo sito attuale e i bandi che potresti usare.

Emanuele De Pascale

Scritto da

Emanuele De Pascale

Fondatore di ERI Service e presidente di FenImprese Varese, con esperienza pluriennale nella gestione operativa e nello sviluppo di reti d'impresa, anche sui mercati esteri. In Azienda Smart cura i processi aziendali e l'orientamento sui bandi.

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